Il Catalogo BIOS
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Fino a quando la struttura
dell’azienda agricola
era a ciclo chiuso,
ovvero la stalla forniva
il letame necessario per le
concimazioni e i prodotti dell’
azienda erano utilizzati all’interno
della stessa, il bilancio energetico
ambientale rimaneva praticamente
equilibrato.
Da quando invece la produzione
agricola è diventata di tipo industriale,
l’azienda agricola vende i prodotti
a industrie e acquista i prodotti chimici
da altre industrie.
La concimazione chimica si basa
sulla teoria, oggi peraltro superata,
della restituzione quantitativa degli
elementi nutritivi (azoto, fosforo
e potassio) sottratti al terreno dalla
coltivazione.
Considerare il terreno come un semplice
substrato inerte, un semplice
supporto della pianta, non ha creato
problemi fi no a quando nel terreno è
stato presente l’humus accumulato
in anni di letamazioni.
Ma ci si è accorti che l’uso prolungato
di concimazione chimica faceva
esaurire l’humus provocando un
netto calo di fertilità del terreno.
La teoria della restituzione resta
quindi valida solo in presenza di una
vivace attività microbica del terreno.
Mancando l’humus, sparisce l’attività
microbica e la fertilità del terreno
diminuisce in proporzione.
Quale pianta potrebbe vivere su detriti
di roccia disgregati da agenti atmosferici
anche se ricchi di elementi
minerali?
Le piante per poter crescere bene
hanno bisogno sia di un clima adatto
che di condizioni di vitalità del terreno
attivate dalla microfl ora e dalla
microfauna. La concimazione chimica
ignora la vita del terreno mirando
alla nutrizione forzata della pianta. |
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